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Una circostanziata e agile ricognizione dell'arte belga
degli anni Ottanta, centrata sulla lettura della produzione
di alcuni degli artisti più rappresentativi ( Jacques
Charlier, Lili Dujourie, Jef Geys, Mark Luyten, Jörg
Madlener, Panamarenko, Walter Swennen, Willy Van Sompel, Jan
Vercruysse, Didier Vermeiren, Marthe Wery). Completa un
capitolo introduttivo inerente alle fisionomie dominanti
dell'arte belga del dopoguerra, ai luoghi e ai canali
dell'arte e della critica. |
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